Benvenuto!

"Il principale e solenne strumento musicale liturgico della Chiesa latina fu e rimane l'organo classico, cioè a canne" (S. Congregazione dei Riti, Istruzione "De musica sacra et sacra Liturgia")

Un piccolo tassello di storia organaria locale!

Sarà presentato Domenica 25 Maggio 2014 presso la Chiesa di Santa Maria del Passo in Mola di Bari (Ba) il Volume "La dinastia organaria dei De Simone". La pubblicazione, curata da Antonio Filipponio, fa parte della Collana d'Arte organaria edita dall'Associazione Giuseppe Serassi di Guastalla (Re). La presentazione precederà il concerto conclusivo della V Edizione del Festival Organistico "Concerti di Santa Maria Del Passo", sotto la direzione artistica della Prof.ssa Margherita Sciddurlo. All'organo storico Pietro De Simone junior, 1747 si esibirà il M° Fabio Macera. Al termine della manifestazione sarà possibile acquistare o prenotare una copia del libro.

 

La dinastia organaria dei De Simone, documentata tra il 1695 e il 1877, ha svolto la propria attività per ben 173 anni nel territorio della provincia di Bari. I loro strumenti, ascrivibili ai tòpoi della tradizione napoletana, rappresentano alcune interessanti ed uniche caratteristiche. Lo studio si propone, dopo una panoramica generale sulla società ed un riferimento alle presenze organarie sul territorio barese del XVIII secolo, di seguire i vari componenti della famiglia De Simone seguendo ogni singolo artifex per collocarlo nel proprio tessuto sociale, religioso ed economico. Il lavoro è corredato da un’ampia documentazione archivistica e da schede esplicative sia sui rapporti di parentela dei vari artefici e sia sulla loro produzione.  Segue un’interessante catalogo, corredato da immagini e schede descrittive degli strumenti ancora esistenti. Le caratteristiche generali della produzione De Simone sono analizzate con perizia e ci consegnano un quadro delle  consuetudini e differenze stilistiche nelle numerose opere. Un importante contributo è stato offerto da Maurizio Isabella a cui fa riferimento l’appendice relativo alle segnature delle canne di due generazioni dei De Simone.

Noleggio Organo

Un'importante novità! Quanti di voi si sono chiesti se è possibile noleggiare un organo? E' a vostra disposizione un vero organo a canne per Concerti ed eventi. Ecco le caratteristiche tecniche dell'organo Rieger- Kloss op. 3622 relizzato nel 1990:

- trasmissione meccanica;

- tastiera di 48 note (Do1- Do5, senza Do#1);

- possibilità di accordatura con il corista e temperamento richiesti dal cliente;

- 4 registri (Bordone, Flauto a Camino, Decimaquinta, Decimanona).

 

Per informazioni sul noleggio potete contattarmi nella mail del sito.

 

Opus 1

Lo scorso 4 marzo è stato consegnato al M° Luigi Lorè da Monopoli l'organo portativo "Opus 1".

Lo strumento, opera d'artigianato, è stato realizzato grazie alla sinergia tra me e la Ditta Inzoli di Crema, ditta in cui sono stato "amorevolmente accudito e sopportato" per circa un mese.

L'organo è composto da unico registro  (Decimaquinta 2') con un estensione di 25 note (Do3 - Do5). Le canne realizzate in stagno, secodo le misure dell'organo Antegnati di Lodi (1555) restaurato dalla Ditta Inzoli nel 2010, sono fornite di anelli di accordatura. Il somiere è realizzato in noce e abete massello. La tastiera, in bosso ed ebano, trasmette il movimento ai pironi che agiscono direttamente sui ventilabri dotati di molle in bronzo. Il mobile è interamente realizzato in castagno, legno tradizionalmente impiegato nella costruzione degli organi nel sud Italia, secondo le illustrazioni di strumenti coevi. Il mantice, realizzato in abete è stato impellato secondo i sistemi classici con pelle d'agnello. Lo strumento è realizzato in maniera da poter suonare sia con un registro di canne in metallo, sia con un registro in legno tappato.

Al M° Lorè, alla Ditta Inzoli va il mio ringraziamento per aver creduto con me in quest'opera, che seppur può apparire piccola ha comportato abbastanza fatica!

Che il piacere di fare bella musica, comune motore che muove i nostri passi, possa trovare soddisfazione anche nell'Opus 1, con la speranza di poter sempre progredire nel meglio.

Antonio Filipponio 

III Edizione dei Concerti di S. Maria del Passo

A cura dell'Associazione Arte e Musica e del suo Presidente M° Margherita Sciddurlo, si svolgerà presso la Chiesa di S. Maria del Passo in Mola di Bari (Ba) il festival organistico, giunto ormai alla III Edizione.

La rassegna concertistica che vedrà protagonista l'Organo Pietro de'Simone 1747 (Restaurato da Pierfrancesco Pagliarulo nel 2007) è patrocinata dal Comune di Mola di Bari, dalla Provincia di Bari e da altri numerosi sponsors.

 

Il primo concerto sarà tenuto dal M° Luca Scandali domenica 15 aprile p.v. alle ore 20 (ingresso libero) e prevede l'esecuzione di musiche di Scheidemann, Strozzi, Pasquini, Scarlatti, Bach. 

 

Altri concerti seguiranno rispettivamente nei giorni:

- 29 aprile, all'organo M°Margherita Gianola

- 6 maggio, all'organo M° Alessandra Mazzanti

- 20 maggio, all'organo M° Merisol Mendive

- 3 giugno, all'organo M° Margherita Sciddurlo.

Esulti il coro degli Angeli!

A tutti i nostri visitatori i più fraterni auguri di serene festività pasquali, in modo particolare a tutti gli organisti e cantori impegnati nelle celebrazioni del Sacro Triduo. 

Il Risorto possa riempire la vostra vita della sua luce e delle sue consolazioni, per poter gustare senza fine il premio eterno! Alleluia, alleluia!

Organ Day 2012

Anche quest'anno fervono i preparativi per l'Organ Day che si terrà il 25 Aprile nella città di Genova.

L'organizzatore Giuseppe Distaso, pugliese doc, ma che per motivi di lavoro si trova in Lombardia così ci spiega il senso della manifestazione:

"L'Organ Day è una giornata tra amici uniti tutti dalla stessa passione per il RE degli strumenti musicali, l'Organo a canne...tutti vi possono partecipare senza eccezione alcuna: Organisti, Organari, Organofili, Appassionati, Amici, Auditori, Musicisti.
Una delle prime iniziative in merito è stata organizzata dall'amico Ugo Leoni, organista titolare della Chiesa Magistrale della Steccata a Parma, da sempre molto attento all'organo non solo come strumento, ma anche quale fonte di nuove amicizie, dello spirito dello "stare insieme" e al cui mondo tutti possono e devono accedere, ricordiamo in merito la sua singolare iniziativa di illustrare l'organo della Steccata alle scolaresche...
Dopo aver aiutato Ugo nell'organizzazione dell'Organ Day del 2008 a Parma, che ha visto la partecipazione di oltre 30 persone, ho deciso di prendere in mano le redini di questa macchina che sento mia e credo solida e ben funzionante, indicandone i punti fondamentali, in quanto il mondo organario/organistico è molto difficile da conciliare".

 

Pertanto come ogni anno torna puntualmente l’evento dedicato ad appassionati ed addetti ai lavori del mondo organistico; dopo il successo dei tre eventi svolti nel 2011 a Bergamo, Parma e Azzio/Gallarate quest’anno l’Organ Day fa tappa in Liguria, a Genova, città che può vantare un patrimonio organaro fuori dal comune, patrimonio caratterizzato nei secoli non solo da organari Italiani ma anche da organari esteri che confermano il carattere internazionale già dall’antichità di questa “città di naviganti”.
In un percorso storico che va dal ‘600 al ‘900 abbiamo racchiuso in una sola giornata 300 anni di storia organaria, in particolare gli strumenti che visiteremo saranno nell’ordine:

Organo Trice/Balbiani 1890 – Basilica dell’Immacolata Concezione
Organo Locatelli 1880 - Basilica di Nostra Signora della Consolazione
Organo Hermans/Bianchi/Lingiardi 1660 – Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano

E come in ogni Organ Day non mancherà la sorpresa serale.


Le adesioni sono possibili tramite ISCRIZIONE OBBLIGATORIA; il contatto con l’organizzazione può avvenire tramite messaggio privato (facebook) tramite la mail 
organday@gmail.com o tramite telefono (Giuseppe Distaso –328/1013500)
non basta cliccare su PARTECIPO all’evento facebook poiché abbiamo assodato che molte persone cliccano puramente a titolo di “sostegno” all’iniziativa .
La quota di iscrizione e il programma definitivo verranno comunicati in seguito.
Sarà inoltre istituita una quota di partecipazione per chi non desiderasse pranzare con noi.
Da quest’anno sarà possibile anche pagare in via anticipata tramite bonifico bancario o ricarica lottomaticard per agevolare le operazioni durante la giornata.

 

Potrai trovare altri dettagli sul sito www.organday.it

Complimenti Carlo!

Un nostro conterraneo, un giovane organista...tante le doti del nostro M° Carlo M. Barile. Ci giunge in redazione la lieta notizia che in occasione delle SONNTAGSMUSIK si esibirà in un Concerto d'Organo il prossimo 11 Marzo 2012 (ore 16) presso la Basilica dei Santi Apostoli Colonia - Germania il programma prevederà l'esecuzione delle musiche di Vivaldi, Trabaci, Reger, Wagner.

A Carlo vanno i nostri complimenti e l'augurio per una brillante performance.

Ad Majora!

In basso il link della rassegna concertistica:

http://gemeinden.erzbistum-koeln.de/st_aposteln/Musik/Sonntagsmusik.html

 

Riconsegnato al Santuario della Madonna del Pozzo in Capurso il Somiere dell'organo Fraccascia

Il 26 Gennaio 2012 è stato riconsegnato alla Basilica Santuario di Capurso il somiere dell'organo Vito Michele Fraccascia dopo un attento studio e ripulitura.

 

Il somiere del distrutto Organo “Vito Michele Fraccascia” del Santuario di

“S.Maria del Pozzo” in Capurso (Ba).

 

Note storiche sullo strumento

Fra Agostino Pacifico di Maria Addolorata, alcantarino, è la fonte più antica da cui possiamo trarre una sommaria descrizione del già distrutto organo preesistente nel Santuario di Capurso. Il religioso, nel suo celebre Un nuovo Santuario ed una nuova Basilica…, esordisce spiegando al lettore che alcuni ordini regolari, in particolare Cappuccini, Camaldolesi, Teatini ed Alcantarini non potevano avere l’organo nelle loro chiese a motivo del voto di altissima povertà; ma, con Decreto della Sacra Congragazione dei Riti del 1 marzo 1839, il Pontefice permetteva la costruzione di un organo nel Santuario di Capurso. Le motivazioni sono essenzialmente due:

-          Glorificare la Madre di Dio nella Musica;

-          “ma precipuamente perché i Religiosi Confessori dello stesso Santuario, non venissero interrotti nell’esercizio del loro sacro ministero, licenziando così senza la Confessione i divoti, segnatamente forestieri, per correre al Coro, e rispondere alle funzioni di Chiesa, ricercandosi, come a tutti è noto, senza l’Organo moltissime voci, laddove con tale istrumento ancor due Religiosi non Confessori a ciò bastano”.

Segue a questo punto la descrizione dello strumento:“Dirimpetto pertanto all’Altare maggiore e propriamente sopra la porta d’ingresso della Real Basilica, sporge fuori nel mezzo del Coro, e si eleva cinto il capo da corona reale, con grande maestà un siffatto Organo a diciotto registri, con trombe ossia fanfarra, grancassa, ed altri peculiari istrumenti: Opera del fu artista signor Vito Michele Fraccascia di Acquaviva di Bari, discepolo del famoso Rubino; eseguita negli anni 1836-1839; e che sommato quanto d’intorno si è speso, costa in tutto ducati mille. E per verità se questo magnifico Organo, di cui bisognerà confessare che il registro dei contro bassi, e la voce umana, sorprendono con piacevole meraviglia; sebbene l’intero della voce eziandio incanta”. Possiamo riscontrare dai documenti che le vicissitudini legate allo strumento in questione furono varie. Il 26 Maggio 1836 il Fraccascia s’impegna ad installare il nuovo organo entro il 31 Dicembre 1836, ma tardò nella consegna tanto che il Procuratore degli Alcantarini si vide costretto a ricordare all’organaro che avrebbe dovuto pagare una penale di ducati 50 in quanto il 6 Maggio 1837 era realizzata solo la cassa ed un registro dell’organo. Probabilmente tale ritardo è da attribuire ad un altro lavoro commissionato al Fraccascia e cioè la realizzazione di un nuovo Carro trionfale per la festa di Agosto. Ci riferisce il Mariella che “questi era vago di rappresentare la Vergine in tutto il suo splendore di Regina del cielo e della terra con simboli e figure allegoriche; ma si sbizzarrì talmente nella ricerca di riferimenti mitologici che finì per costruire un autentico carrozzone, molto lontano dal suo significato originale. Tra l’altro la complessa macchina veniva mossa da persone nascoste dentro il cassone di base, intorno al quale erano state dipinte le acque del mare su cui il Carro sembrava scivolare tirato da due bianchi cavalli di cartapesta”. Lo stesso organaro parla della sua particolare devozione per la Madonna del Pozzo tanto da sottrarre all’importo totale la somma di ducati 30 che avrebbe “recuperato” con l’inserimento di altri meccanismi di sua invenzione, che collaudati da Ferdinando De Simone e da Pasquale De Rossi, saranno valutati molto meno dei 30 ducati pretesi dal Fraccascia. Lo strumento, collaudato il 19 Settembre 1839 dai già citati De Simone e De Rossi, sarà pagato il 25 Aprile 1840…qui termina la presenza del Fraccascia in Capurso con uno strumento che probabilmente fu la sua unica opera!..A qualche centinaio di metri di distanza, nella Chiesa Madre del Ss. Salvatore il ben più noto Giuseppe Toselli, organaro ferrarese accasatosi in Bari, realizzava un suo strumento oggi  completamente distrutto.

Altre due antiche testimonianze tralasciateci dal Roppo e da P. Bernardino Laricchia ci descrivono uno strumento “in disuso per l’ingiuria del tempo”; altre note sparse sull’organo del Fraccascia e sui suoi organisti ci provengono dalle pagine del Bollettino che dal 1942 diventano uno dei mezzi per la raccolta della offerte necessarie per la costruzione di un nuovo Organo. L’attuale strumento della Basilica, opera della ditta “Rotelli-Varesi” di Cremona, sarà benedetto l’11 maggio 1952 nel Centenario dell’Incoronazione della Madonna del Pozzo con un concerto tenuto dal M° Donato Marrone docente di Organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Bari.

Nei mesi in cui veniva impiantato il nuovo strumento e distrutta l’opera del Fraccascia, il Varesi ha conservato la parte superiore del somiere a tiro dell’organo del Fraccascia.


LA MUSICA ORGANISTICA E LA LITURGIA CATTOLICA

 

di Raimondo Mameli 

 

Introduzione 

Ci occuperemo, in questo studio, dell'organo e della musica organistica nella liturgia della Chiesa Cattolica di rito latino, attraverso una lettura dei principali documenti di Magistero.

 

Del Magistero della Chiesa Cattolica sull'organo e la musica organistica San Pio X dal Motu Proprio de musica sacra Tra le sollecitudini (22 novembre 1903) [1] ricorda:

15. Sebbene la musica propria della Chiesa sia la musica puramente vocale, nondimeno è permessa eziandio la musica con accompagnamento d'organo. In qualche caso particolare, nei debiti termini e coi convenienti riguardi, potranno anche ammettersi altri strumenti, ma non mai senza licenza speciale dell'Ordinario, giusta la prescrizione del Caerimoniale Episcoporum.

16. Siccome il canto deve sempre primeggiare, così l'organo o gli strumenti devono semplicemente sostenerlo e non mai opprimerlo.

17. Non è permesso di premettere al canto lunghi preludi o d'interromperlo con pezzi di intermezzo.

18. Il suono dell'organo negli accompagnamenti del canto, nei preludi, interludi e simili, non solo deve essere condotto secondo la propria natura di tale strumento, ma deve partecipare di tutte le qualità che ha la vera musica sacra e che si sono precedentemente annoverate.

19. È proibito in chiesa l'uso del pianoforte, come pure quello degli strumenti fragorosi o leggeri, quali sono il tamburo, la grancassa, i piatti, i campanelli e simili.

20. È rigorosamente proibito alle cosiddette bande musicali di suonare in chiesa; e solo in qualche caso speciale, posto il consenso dell'Ordinario, sarà permesso di ammettere una scelta limitata, giudiziosa e proporzionata all'ambiente, di strumenti a fiato, purché la composizione e l'accompagnamento da eseguirsi sia scritto in stile grave, conveniente e simile in tutto a quello proprio dell'organo.

21. Nelle processioni fuori di chiesa può essere permessa dall'Ordinario la banda musicale, purché non si eseguiscano in nessun modo pezzi profani. Sarebbe desiderabile in tali occasioni che il concerto musicale si restringesse ad accompagnare qualche cantico spirituale in latino o volgare, proposto dai cantori o dalle pie Congregazioni che prendono parte alla processione.

22. Non è lecito, per ragione del canto o del suono, fare attendere il sacerdote all'altare più di quello che comporti la cerimonia liturgica. Giusta le prescrizioni ecclesiastiche, il Sanctus della Messa deve essere compiuto prima della elevazione, e però anche il celebrante deve in questo punto avere riguardo ai cantori. Il Gloria ed il Credo, giusta la tradizione gregoriana, devono essere relativamente brevi.

23. In generale è da condannare come abuso gravissimo, che nelle funzioni ecclesiastiche la liturgia apparisca secondaria e quasi a servizio della musica, mentre la musica è semplicemente parte della liturgia e sua umile ancella.

 

Pio XI

Pio XI, Costituzione apostolica Divini cultus sanctitatem del 20 dicembre 1928 (traduzione nostra) [2]:

La Chiesa ha il suo strumento musicale tradizionale, l'organo, il quale, per la sua meravigliosa grandiosità e maestà, fu stimato degno di secondare i riti liturgici, sia accompagnando il canto, sia durante i silenzi del coro e secondo le prescrizioni della Chiesa, diffondendo armonie soavissime. Però si eviti la commistione di sacro e di profano che, da un lato per le modifiche introdotte dai costruttori, per le arditezze musicali di alcuni organisti dall'altro, minaccia quella purezza della santa missione che l'organo è destinato a realizzare in chiesa.

 

Pio XII

Per conoscere il magistero di Pio XII, i musicisti che anelino a occuparsi di liturgia dovranno studiare l'Enciclica Mediator Dei sulla sacra liturgia (1947) [3]. Nel 1955, Papa Pacelli scriverà Musicae sacrae disciplina, dove leggiamo:

Queste norme [eseguire sia i capolavori degli antichi maestri sia composizioni di autori recenti, con decoro del sacro rito] devono applicarsi altresì all'uso dell'organo e degli altri strumenti musicali. Fra gli strumenti a cui è aperto l'adito al tempio viene a buon diritto in primo luogo l'organo, perché è particolarmente adatto ai canti sacri e sacri riti e dà alle cerimonie della chiesa notevole splendore e singolare magnificenza, commuove l'animo dei fedeli con la gravità e la dolcezza del suono, riempie la mente di gaudio quasi celeste ed eleva fortemente a Dio e alle cose celesti.

Oltre l'organo vi sono altri strumenti che possono efficacemente venire in aiuto a raggiungere l'alto fine della musica sacra, purché non abbiano nulla di profano, di chiassoso, di rumoroso, cose disdicevoli al sacro rito e alla gravità del luogo. Tra essi vengono in primo luogo il violino e altri strumenti ad arco, i quali, o soli, o insieme con altri strumenti e con l'organo, esprimono con indicibile efficacia i sensi di mestizia o di gioia dell'animo.

Nel 1958 la Sacra Congregazione dei Riti pubblicò la famosa Istruzione sulla musica sacra e la Santa Liturgia [4], che ribadisce il ruolo centrale dell'organo a canne come strumento principe nella liturgia (prima di essere utilizzato, dovrà essere benedetto); l'Istruzione ne raccomanda la manutenzione. Accanto all'organo, potrà essere utilizzato l'harmonium. Gli organi a trasmissione elettrica possono essere temporaneamente utilizzati, con il permesso dell'Ordinario del luogo, laddove non siano reperibili le risorse finanziarie per l'acquisto di un organo a canne. All'organista è richiesta abilità tecnica, capacità di accompagnare il canto o altri strumenti, raffinatezza come solista e capacità di improvvisare.

L'organo dovrà essere collocato, di norma, in prossimità dell'altare maggiore, salva diversa consuetudine o grave motivo che dovrà essere approvato dall'ordinario del luogo.

Nelle azioni liturgiche, soprattutto in quelle più solenni, possono essere utilizzati, in concomitanza all'organo o come ensemble strumentale, altri strumenti musicali, prima di tutto gli archi. Gli strumenti che vengono giudicati confacenti alla musica profana, non dovranno essere tollerati.

Non è ammessa la riproduzione, durante la liturgia, di musica registrata. L'uso dei microfoni e degli amplificatori può essere utilizzato soltanto per diffondere convenientemente la voce dei ministri e del commentatore.

 

Concilio Vaticano II

La Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium sulla sacra liturgia (1963) [5] prescrive:

120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, a norma degli articoli 22-2, 37 e 40, purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.

 

Paolo VI

A sintesi dell'insegnamento conciliare, valga quanto ricordava il Papa Paolo VI:

Se il Concilio Ecumenico ha aperto nuove strade per il futuro della musica sacra, stabilendo che nelle sacre celebrazioni il primato del canto liturgico spetti all'assemblea, non per questo viene diminuito il ruolo delle Cappelle musicali o delle «scholae cantorum»: il loro compito anzi è divenuto di ancor maggiore rilievo e importanza, perché devono servire di sostegno, di modello, di stimolo per una musica più elevata ed elevante (Discorso del 25 Settembre 1977: L'Osservatore Romano, 26-27 Settembre 1977).

Nel 1967 apparve l'Istruzione Musicam Sacram del «Consilium» e della Sacra Congregazione dei Riti [6]:

62. Gli strumenti musicali possono essere di grande utilità nelle sacre celebrazioni, sia che accompagnino il canto sia che si suonino soli. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere una notevole grandiosa solennità alle cerimonie della Chiesa e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del luogo sacro e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.

63. Nel permettere l'uso degli strumenti musicali e nella loro utilizzazione si deve tener conto dell'indole e delle tradizioni dei singoli popoli. Tuttavia gli strumenti che, secondo il giudizio e l'uso comune, sono propri della musica profana, siano tenuti completamente al di fuori di ogni azione liturgica e dai pii e sacri esercizi. Tutti gli strumenti musicali, ammessi al culto divino, si usino in modo da rispondere alle esigenze dell'azione sacra e servire al decoro del culto divino e alla edificazione dei fedeli.

64. L'uso di strumenti musicali per accompagnare il canto, può sostenere le voci, facilitare la partecipazione e rendere più profonda dell'assemblea. Tuttavia il loro suono non deve coprire le voci, rendendo difficile la comprensione del testo; anzi gli strumenti musicali tacciano quando il sacerdote celebrante o un ministro, nell'esercizio del loro ufficio, proferiscono ad alta voce un testo loro proprio.

65. Nelle Messe cantate o lette si può usare l'organo, o altro strumento legittimamente permesso per accompagnare il canto della «schola cantorum» e dei fedeli; gli stessi strumenti musicali, soli, possono suonarsi all'inizio, prima che il sacerdote si rechi all'altare, all'offertorio, alla comunione e al termine della Messa. La stessa norma vale, fatte le debite applicazioni, anche per le altre azioni sacre.

66. Il suono, da solo, di questi stessi strumenti musicali non è consentito in Avvento, in Quaresima, durante il Triduo sacro, nelle messe e negli uffici dei defunti.

67. È indispensabile che gli organisti e gli altri musicisti, oltre a possedere un'adeguata perizia nell'usare il loro strumento, conoscano e penetrino intimamente lo spirito della sacra liturgia in modo che, anche dovendo improvvisare, assicurino il decoro della sacra celebrazione, secondo la vera natura delle sue varie parti, e favoriscano la partecipazione dei fedeli.

 

 

Giovanni Paolo II

Nella lettera apostolica Dies Domini [7], al n. 50, a proposito di una celebrazione gioiosa e canora, il Papa scrive:

Dato il carattere proprio della Messa domenicale e l'importanza che essa riveste per la Vita dei fedeli, è necessario prepararla con speciale cura. Nelle forme suggerite dalla saggezza pastorale e dagli usi locali in armonia con le norme liturgiche, bisogna assicurare alla celebrazione quel carattere festoso che s'addice al giorno commemorativo della Risurrezione del Signore. A tale scopo è importante dedicare attenzione al canto dell'assemblea, poiché esso è particolarmente adatto ad esprimere la gioia del cuore, sottolinea la solennità e favorisce la condivisione dell'unica fede e del medesimo amore. Ci si preoccupi pertanto della sua qualità, sia per quanto riguarda i testi che le melodie, affinché quanto si propone oggi di nuovo e creativo sia conforme alle disposizioni liturgiche e degno di quella tradizione ecclesiale che vanta, in materia di musica sacra, un patrimonio di inestimabile valore.

Il Papa ha richiamato incisivamente la necessità di «purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell'atto che si celebra» (Udienza generale del 26 Febbraio 2003: L'Osservatore Romano, 27 Febbraio 2003, p. 4).

 

Ordinamento generale del Messale Romano

Ecco invece cosa prescrive l'Ordinamento generale del messale Romano [8], ossia i praenotanda posti in apertura del libro liturgico:

103. Tra i fedeli esercita un proprio ufficio liturgico la schola cantorum o coro, il cui compito è quello di eseguire a dovere le parti che le sono proprie, secondo i vari generi di canto, e promuovere la partecipazione attiva dei fedeli nel canto. Quello che si dice della schola cantorum, con gli opportuni adattamenti, vale anche per gli altri musicisti, specialmente per l'organista.

312. La schola cantorum, tenuto conto della disposizione di ogni chiesa, sia collocata in modo da mettere chiaramente in risalto la sua natura: che essa cioè è parte della comunità dei fedeli e svolge un suo particolare ufficio; sia agevolato perciò il compimento del suo ministero liturgico e sia facilitata a ciascuno dei membri della schola la partecipazione sacramentale piena alla Messa.

313. L'organo e gli altri strumenti musicali legittimamente ammessi siano collocati in luogo adatto, in modo da poter essere di appoggio sia alla schola sia al popolo che canta e, se vengono suonati da soli, possano essere facilmente ascoltati da tutti. È conveniente che l'organo venga benedetto prima di esser destinato all'uso liturgico, secondo il rito descritto nel Rituale Romano.

In tempo d'Avvento l'organo e altri strumenti musicali siano usati con quella moderazione che conviene alla natura di questo tempo, evitando di anticipare la gioia piena della Natività del Signore.

In tempo di Quaresima è permesso il suono dell'organo e di altri strumenti musicali soltanto per sostenere il canto. Fanno eccezione tuttavia la domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste.

 

Conclusione

Nelle pagine precedenti abbiamo voluto rammentare i pronunciamenti magisteriali sulla musica organistica nella liturgia. Ad essi, come al magistero in generale, il cattolico deve fare riferimento come lucerna pedibus suis. Come fedeli, chiediamo ai Vescovi di favorire, presso le Diocesi, la nascita delle Scuole di Musica Sacra, in attuazione delle direttive del Concilio Vaticano II. La Chiesa Cattolica ha il dovere di formare i musicisti di Chiesa, istruendoli da un punto di vista liturgico e bandendo il dilettantismo cui siamo purtroppo avvezzi; dovrà altresì offrire loro un riconoscimento ministeriale e contrattuale.

 

 

 

NOTE

[1] Motu proprio Fra le sollecitudini: Acta Pii X, vol. I, p. 77.

[2] Pio XI, Const. apost. Divini cultus: AAS 21(1929), p. 33s.

[3] AAS 39(1947), pp. 521-595; EE 6/430ss.

[4] A. A. S. 50 (1958) 630-663

[5] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. sulla sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium

[6] S. Congregazione dei Riti, Istr. sulla musica nella sacra Liturgia Musicam sacram (5 marzo 1967), 50: AAS 59 (1967), 314.

[7] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dies Domini (31 maggio 1998), 50: AAS 90 (1998), 745

[8] Institutio generalis Missalis Romani, editio typica III, 2000